NE Nomisma Energia ha partecipato all’evento tenutosi a Trento nel mese di Maggio 2023
https://festivaleconomia.it/it/programma/eventi
NE Nomisma Energia al fianco dell’Unione Intercomunale Terre d’Acqua per la redazione del PAESC – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima concernete l’obiettivo di riduzione delle emissioni dei territori di almeno il 40% al 2030 e l’adozione di misure per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze.
NE Nomisma Energia, attraverso un procedimento di due diligence, si è occupata di analizzare dal punto di vista tecnico ed economico il progetto per la realizzazione di un innovativo impianto per la valorizzazione energetica dei rifiuti urbani non differenziati basato su una tecnologia sperimentale, appositamente introdotta nelle BAT – Best Available Technique.
Per un primario operatore, NE Nomisma Energia si sta occupando di analizzare la domanda potenziale di idrogeno “verde” in una specifica macroarea di una regione italiana, inserita nelle c.d. Hydrogen Valleys.
Lo studio, in particolare, riguarda l’analisi su base territoriale del potenziale di domanda di idrogeno generabile nei settori civile, industriale e dei trasporti secondo diversi scenari, nonché l’analisi delle caratteristiche delle reti di distribuzione e del tessuto industriale locali.
Il monitoraggio dei prezzi dell’energia (elettricità e gas) del settore terziario consiste nella rilevazione periodica e nell’analisi strutturale del prezzo, di centinaia di offerte commerciali riferite a tipologie di esercizio del settore commerciale quali alberghi, ristoranti, bar, negozi alimentari e non alimentari. La forte spinta ai prezzi derivante dai mercati internazionali ha fatto impennare di oltre ¼ il costo medio lordo delle forniture elettriche e del gas naturale disponibili sul mercato italiano, fra giugno e settembre.
L’elettricità è salita del 27,2% fra giugno e settembre, a 0,24 €/kWh (+25% quella da fonte rinnovabile a 0,25 €/kWh), mentre le offerte del gas hanno registrato un analogo rincaro del 25,5% a 0,86 €/Smc. Aumenti che sono comunque contenuti, nonostante la loro consistenza, rispetto al forte incremento che hanno subìto nello stesso periodo i prezzi internazionali dei prodotti energetici, ed il gas in particolare.
Nella rilevazione di settembre 2021 il PUN è risultato più alto tanto del prezzo della materia prima delle offerte elettriche fisse quanto di quella riferita alle offerte variabili. Sul prezzo fisso il PUN ha misurato un sovraccarico del 78%, mentre è risultato maggiore del 37% rispetto a quello variabile. Riguardo alle offerte del gas, anche il PSV è risultato di molto superiore al prezzo della materia prima gas, delle offerte rilevate sul mercato libero. Su quella delle offerte a prezzo fisso, il PSV risulta più alto dell’89%. Il PSV è invece superiore di ¼ del costo della materia prima, relativo alle offerte a prezzo variabile.
L’ETS sta entrando, dal primo gennaio 2021, nella sua quarta fase, quella promulgata con la Direttiva 2018/410 e quella che sarà la più lunga, perché durerà ben 10 anni, sino a tutto il 2030. Le modifiche introdotte sono sostanziali, e ciò si è notato fin da subito: la futura riforma legislativa ha avuto un effetto immediato sul prezzo della quota, che dal 2018 ha iniziato a salire, toccando la soglia psicologica dei 30€/EUA (European Union Allowances) nell’estate del 2019.
Volendo riassumere le principali variazioni che avranno effetto dal 2021:
Riduzione del quantitativo comunitario di quote
Secondo la recente Decisione (UE) 2020/1722 del 16 novembre 2020, il quantitativo di quote emesse sarà ridotto a 1.571.583.007 unità per il 2021: un valore che tiene conto del nuovo fattore di riduzione lineare (2,2%, al posto dell’1,74% applicato nel 2013-2020).
La riduzione dei permessi dovrebbe garantire il raggiungimento degli obiettivi e, al contempo, sollecitare l’adozione di tecnologie sempre più efficienti da parte delle aziende. Il fattore di riduzione lineare aumenterà sicuramente nel contesto della revisione degli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni (-55% al 2030).
Assegnazioni gratuite
Rimangono al 100% per i settori industriali cosiddetti “carbon leakage”, CL, ovvero esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni, mentre per i settori “non CL” le quote gratuite si fermeranno al 30% dal 2021 al 2025, per andare poi a calare progressivamente fino all’azzeramento entro il 2030. Tuttavia, la quantità di permessi allocati a titolo gratuito ai settori industriali diminuirà sensibilmente rispetto all’attuale fase, soprattutto in virtù dell’aggiornamento dei benchmark settoriali (ton CO2/ton prodotto) sulla base dei quali viene calcolata l’assegnazione di ogni impianto ETS. I benchmark riflettono le prestazioni dei migliori impianti riscontrate negli anni 2016-2017, poi messe a confronto con i valori precedenti (2007-2008). Secondo la bozza di decisione appena pubblicata dalla Commissione Europea ed aperta alla consultazione fino al 4 gennaio 2021, i nuovi benchmark sono caratterizzati da importanti riduzioni per tutti i settori. La maggior parte dei prodotti industriali, dalla carta all’acciaio sino alla raffinazione del petrolio, vede un calo del valore di riferimento di circa il 24% rispetto a quello precedente. Ad esempio: alle imprese del settore ceramico saranno assegnate 0,058 quote per tonnellata di polvere atomizzata prodotta (Spray-dried powder), mentre sinora ne sono state assegnate 0,076 per tonnellata. La seguente tabella riporta tutti questi nuovi benchmark ed il confronto con quelli precedenti.

Variazioni dell’assegnazione gratuita dal 2021
Mentre nel corso del periodo 2013-2020 l’assegnazione di un impianto veniva modificata solo se la sua produzione scendeva sotto il 50% (determinando di fatto un ingente surplus di quote, soprattutto su certi settori e nei primi anni della fase), dal 2021 diventerà effettiva la cosiddetta “allocazione dinamica” a lungo inseguita dalla Commissione: per intervenire sulle assegnazioni, sarà sufficiente che i livelli produttivi degli impianti negli ultimi anni aumentino o diminuiscano del 15% rispetto alla media storica (2014-2018). I livelli di attività dovranno essere verificati annualmente da un ente accreditato e comunicati dalle aziende al Comitato ETS entro fine marzo: ovvero, nello stesso periodo in cui vengono preparate e fatte verificare le comunicazioni delle emissioni riferite all’anno precedente entro la improrogabile scadenza del 31 marzo. Un adempimento aggiuntivo per le aziende, gravoso in termini di tempi e costi, ma al contempo fondamentale per il mantenimento dell’assegnazione gratuita.
La nuova regola del 15% entrerà in vigore in un momento molto delicato per le industrie europee: il timore che le produzioni dell’anno 2020, entrate in crisi per l’emergenza sanitaria, impattino negativamente sulle allocazioni dei prossimi anni ha messo in allarme molte associazioni industriali, alcune delle quali chiedono una “sospensione” delle regole ETS almeno per il 2021.
Ciò che è certo, è che a partire dal 2021 sarà molto più semplice “perdere” quote gratuite, specialmente a fronte di livelli di produzione contenuti.
Riserva di stabilità
La MSR (market stability reserve) è uno strumento finanziario entrato in funzione nel 2019, pensato per mitigare gli effetti di shock macroeconomici sul mercato ETS, ed in generale per contenere gli impatti negativi di eventi non prevedibili sulla domanda di quote di CO2 (come una pandemia globale, ad esempio).
Ogni anno la Commissione Europea calcola il numero di quote in circolazione: se tale numero supera 833 milioni (cioè se ci sono troppe quote in circolazione) il 24% viene prelevato dal mercato e immesso nella Riserva. A maggio 2020, le quote ETS in circolazione sul mercato europeo erano 1.385.496.166: pertanto, da settembre 2020 ad agosto 2021, più di 332 milioni quote saranno tolte dal mercato (e non vendute all’asta, con ovvie ripercussioni sui prezzi dell’EUA). Il meccanismo della MSR sarà potenziato nell’ambito del pacchetto di riforme attese per l’ETS nel prossimo anno.
Dopo due fasi (2005-2007 e 2008-2012) piuttosto turbolente e una terza (2013-2020) di assestamento, l’ETS sembra finalmente maturo e pronto per consolidarsi come il principale e più sofisticato strumento delle politiche climatiche europee. La riforma introdotta dalla Direttiva 410, unita agli effetti della emergenza sanitaria e nel contesto di continui cambiamenti normativi, aumenterà la complessità di un sistema già di per sé molto articolato, e determinerà un incremento di obblighi e di costi a carico dei soggetti coinvolti: le aziende saranno chiamate ad affrontare l’ETS non più come l’ennesimo obbligo ambientale/burocratico deciso dall’UE, ma con una precisa e mirata strategia di medio/lungo termine.
Pamela Massi
ENEA ha uniformato la data di scadenza al 5 dicembre per le aziende che rientrano nell’obbligo. È importante attivarsi in tempo per non arrivare impreparati
COSA FARE
- Analisi dello stato di fatto, della precedente DEO e delle modalità applicative delle Linee Guida ENEA (compresa la clusterizzazione nel caso di aziende multisito);
- Sopralluoghi in campo;
- Elaborazione e gestione complessiva dei dati e degli indici di prestazione energetica (EnPi) rappresentativi;
- Definizione del piano di misurazione (dei consumi energetici ed altre grandezze significative) più idoneo in un’ottica costi/benefici; valutazione dell’applicabilità delle Linee Guida ENEA per il monitoraggio dei consumi energetici;
- Definizione e classificazione delle opportunità di miglioramento sulla base di un’analisi costi-benefici e di criteri di valutazione tecnico-gestionale ed economica, con stima dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE) generabili;
- Ove richiesto, supporto nella individuazione del partner tecnologico più idoneo;
- Stesura rapporto di diagnosi conforme e trasmissione ad ENEA.

L’IMPORTANZA DELLA RACCOLTA DATI
- Controllo di processo. Miglioramento del controllo di processo, con individuazione immediata delle anomalie, prevenzione di malfunzionamenti e guasti ed opportunità di miglioramento.
- Consapevolezza. Consapevolezza nella pianificazione degli interventi di efficientamento energetico e dei mezzi in grado di quantificarne i risultati.
- Titoli di Efficienza Energetica. Opportunità di richiedere Certificati Bianchi per interventi di miglioramento effettuati su aree o strumentazioni monitorate.
- ISO 50001. Il piano di monitoraggio e misura e la diagnosi energetica costituiscono una base solida sulla quale costruire un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001.
- Risparmio sulla spesa energetica. E’ possibile risparmiare sulla spesa energetica, grazie all’uso consapevole dell’energia, all’implementazione di interventi di efficienza ed all’accesso agli incentivi.
CONTATTI
Se interessati ai nostri eventi e ai nostri servizi di consulenza, non esitate a contattarci ai seguenti contatti.
info@nomismaenergia.it – 051 6564611
La Commissione Europea ha approvato in data 19 dicembre 2018 il cosiddetto regolamento FAR (Free Allocation Rules), che stabilisce le nuove regole per l’assegnazione gratuita dei permessi di emissione di gas ad effetto serra per la quarta fase (2021-2030).
COSA FARE
Gli impianti che intendono richiedere le quote gratuite sono tenuti ad inviare la domanda con scadenza fissata per l’Italia dall’Autorità Competente a venerdì 21 giugno 2019.
Il Ministero dell’Ambiente fornisce indicazioni sulle azioni da svolgere e mette a disposizione la documentazione (per ora solo in lingua inglese). In sintesi, i gestori hanno l’obbligo di effettuare le seguenti attività:
- Compilazione del modulo di raccolta dati (NIMs)
- Compilazione del piano della metodologia di monitoraggio (Monitoring Methodology Plan)
- Verifica di parte terza sui documenti di cui sopra

L’IMPORTANZA DELLA RACCOLTA DATI
La preparazione del materiale da parte del gestore non sarà semplice per diverse motivazioni: innanzitutto occorre rivalutare la suddivisione in sottoimpianti utilizzata per i NIMs del 2011; inoltre è necessario recuperare i dati degli anni dal 2014 al 2018 ed elaborarli in maniera tale da rispondere alla suddivisione dell’impianto e alla struttura del modulo di raccolta dati; infine la compilazione stessa del modulo di raccolta dati rappresenta un’attività complessa e, soprattutto, molto delicata.
Il passaggio della raccolta dati “NIMs” peraltro non è da sottovalutare in termini di importanza, in quanto costituirà la base di partenza per la quantificazione dell’assegnazione gratuita delle quote nel corso della Fase IV, e anche per l’aggiornamento dei benchmark settoriali.
NE NOMISMA ENERGIA
NE Nomisma Energia si mette come sempre a disposizione dei gestori degli impianti ed è già attiva nell’informazione, nella formazione e nell’assistenza diretta dei suoi clienti.
In data 5 aprile 2019 NE Nomisma Energia organizza un workshop specifico a Milano, in cui si propone di illustrare le linee guida le attività da svolgere e la documentazione da preparare; con ampio spazio come sempre all’interazione coi partecipanti e al dibattito sulle criticità specifiche.
Inoltre la società propone un’assistenza completa per le aziende in tutte le fasi della raccolta dati; dal reperimento delle informazioni, alla predisposizione dei documenti e l’assistenza in fase di verifica, all’interazione con l’Autorità Competente.
CONTATTI
Se interessati ai nostri eventi e ai nostri servizi di consulenza, non esitate a contattarci ai seguenti contatti.
info@nomismaenergia.it – 051 6564611
Dopo anni di grida al fallimento del sistema, come è riuscito l’ETS a sfuggire da quel pantano dei 6 €/ton in cui era intrappolato dal 2012 e triplicare in valore nel giro di pochi mesi?
Merito della nuova riforma dell’ETS entrata in vigore lo scorso marzo? Merito di un aumento dei prezzi delle commodities energetiche? Sono realmente finite le quote di CO2 in surplus? Cosa sta accadendo?
Nella nota* disponibile sul nostro sito proviamo a fare ordine e capire quali fattori stanno guidando il prezzo delle quote.
Buona lettura
[ddownload id=”2026″ style=”button”]
*La nota è parte del nostro servizio trimestrale di analisi dell’ETS. Per saperne di più scrivici a ets@nomismaenergia.it
oppure partecipa al nostro workshop “La nuova direttiva ETS 2018/410, Come cambierà l’Emission Trading System nel periodo 2021-2030”
https://nomismaenergia.it/Events/la-nuova-direttiva-ets-2018-410-evento2/
Il sistema di scambio di permessi d’emissione dell’UE (EU ETS) è importante per il suo ruolo di “pietra angolare” della politica europea in materia di cambiamenti climatici, nonché di un “modello di riferimento” per i mercati del carbonio a livello mondiali. NE, insieme a ICTSD, I4CE, Ecoact e il Wegener Center dell’università di Graz, hanno avviato una collaborazione volta ad effettuare una revisione annua indipendente del sistema. L’analisi, giunta alla sua terza edizione, fornisce un quadro dettagliato del funzionamento del sistema, del grado di raggiungimento degli obiettivi e degli eventuali problemi. Lo Stato dell’ETS dell’UE intende essere un contributo indipendente al dibattito politico, necessario per garantire che il sistema ETS dell’UE sia “idoneo allo scopo”. Il report è disponibile sul sito di NE.
[ddownload id=”1889″ style=”button”]

