Il sistema di scambio di permessi d’emissione dell’UE (EU ETS) è importante per il suo ruolo di “pietra angolare” della politica europea in materia di cambiamenti climatici, nonché di un “modello di riferimento” per i mercati del carbonio a livello mondiali. NE, insieme a ICTSD, I4CE, Ecoact e il Wegener Center dell’università di Graz, hanno avviato una collaborazione volta ad effettuare una revisione annua indipendente del sistema. L’analisi, giunta alla sua terza edizione, fornisce un quadro dettagliato del funzionamento del sistema, del grado di raggiungimento degli obiettivi e degli eventuali problemi. Lo Stato dell’ETS dell’UE intende essere un contributo indipendente al dibattito politico, necessario per garantire che il sistema ETS dell’UE sia “idoneo allo scopo”. Il report è disponibile sul sito di NE.
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Si aprono oggi i lavori della Conferenza delle Parti numero 22, il summit annuale delle Nazioni Unite sul clima. Dopo aver siglato l’Accordo mondiale l’anno scorso a Parigi, e averlo ratificato in tempo record, la COP di Marrakech ha il compito di trasformare la vision dell’Accordo di Parigi in azioni concrete.
Come in ogni COP, gli argomenti sul tavolo sono innumerevoli, tanti quanto gli acronimi che vengono creati. Possiamo sintetizzare il mare magnum dei temi in discussione quest’anno in 3 grandi categorie:
- la governance,
- le regole,
- il percorso.
Il primo nodo da risolvere è relativo a quale sarà l’organo incaricato di gestire i lavori tra l’APA, l’organo pre-ratifica, o il CMA, l’organo di governo che sarà incaricato di prendere decisioni. La decisione è procedurale e sostanziale, e darà una prima idea delle reali intenzioni dei Paesi firmatari nel favorire l’avvio di quanto concordato lo scorso anno.
Le tematiche che dovranno trovare attuazione sono numerose: l’armonizzazione degli NDC, la revisione del meccanismo loss and damage, le disposizioni sulle misure di adattamento, la finanza e lo stocktaking. A Marrakech si scenderà nel concreto delle questioni.
Per la prima volta negli ultimi 15 anni, il summit apre i battenti con un’agenda già prestabilita e inserita all’interno di un percorso tracciato. È ora importante definire i contorni di questo percorso che dovrà condurre tutti i Paesi ad innalzare le proprie ambizioni sulla riduzione delle emissioni raggiungibile.
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