Oramai mancano pochi mesi allo scadere del 2017, termine ultimo per l’implementazione di un piano di misurazione e monitoraggio nelle imprese soggette all’obbligo di diagnosi energetica.
Ai sensi dell’Art. 8 del Decreto Legislativo N. 102/2014 le “grandi imprese” e “le imprese a forte consumo di energia”, come definite dal Decreto, hanno l’obbligo di eseguire una diagnosi energetica nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale almeno ogni 4 anni. La prima scadenza è stata quella del 5 dicembre 2015, data entro cui la maggior parte dei soggetti obbligati hanno consegnato la prima diagnosi energetica. Per tali soggetti, la seconda scadenza per la conformità sarà quindi il 5 dicembre 2019. L’Allegato 2 del già citato Decreto 102 elenca i requisiti minimi per la realizzazione della diagnosi energetica obbligatoria. L’Allegato 2 è inoltre supportato dai chiarimenti del MiSe (l’ultima versione del novembre 2016 completa e sostituisce le precedenti) e dai suggerimenti operativi di ENEA.
Ad aprile 2017 ENEA ha pubblicato le “Linee Guida per il Monitoraggio nel settore industriale per le diagnosi energetiche ex art. 8 del d.lgs. 102/2014”: all’interno del documento, vengono fornite indicazioni sulle modalità di implementazione del piano di misurazione e monitoraggio a supporto delle diagnosi energetiche. Il piano di misura diviene quindi un capitolo esplicitamente richiamato nella diagnosi energetica, dove riportare le scelte fatte in merito alla “copertura” garantita in termini di dati misurati, con giustificazione anche in termini di costi/benefici.
In linea con la data del 5 dicembre 2019 si delineano quindi due ulteriori step operativi: la predisposizione entro la fine del 2017 di un piano di misura e monitoraggio dei consumi conforme alle nuove linee guida di ENEA, il quale sia in grado di registrare i dati durante l’anno successivo; quindi l’applicazione di tale piano nel corso del 2018, anno di riferimento per la prossima diagnosi energetica.

Una recente indagine FIRE ha confermato che i saving energetici ottenibili da un Sistema di Gestione dell’Energia ISO 50001 possano superare il 5% dei consumi aziendali. Questo dato evidenzia, se ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza di avvalersi di schemi studiati e non improvvisati, di procedure certificate che assicurino il superamento di cattive abitudini a favore di best practices virtuose nate nelle aziende leader nell’innovazione di procedure e prodotti.
Come richiesto dal Decreto 102, il più recente ed innovativo mondo dell’energy management, forte degli errori commessi in passato, non può che basarsi su competenze (individuali o aziendali) e servizi certificati. Per questo, dopo il primo anno di deregulation, a partire dal 19 luglio 2016:
- Le diagnosi energetiche obbligatorie (DEO) potranno essere eseguite solamente da soggetti certificati: Esperti di Gestione dell’Energia (UNI 11339), Energy Service Company (UNI 11352) ed Auditor Energetici (UNI 16247-5)
- Le nuove richieste di Certificati Bianchi potranno essere presentate al GSE solo da società con un Esperto di Gestione dell’Energia certificato UNI 11339, da società con Sistema di Gestione dell’Energia certificato ISO 50001 oppure, indirettamente, tramite ESCo certificate 11352
Le competenze richieste agli operatori di questo nuovo mercato sono quindi di carattere manageriale e trasversali (tecniche, economiche, normative, gestionali). Per fare efficienza energetica l’energy manager deve iniziare un percorso di riorganizzazione dei processi aziendali, coinvolgendo tutti gli attori del sistema, dalla manutenzione all’ufficio acquisti. È inoltre evidenziata l’importanza della modellizzazione e dell’analisi del dato: il comportamento energetico di un’azienda è descrivibile tramite equazioni che permettono di prevedere e controllare i consumi.
Tornando agli obblighi introdotti dall’Articolo 8 del Decreto 102, il secondo elemento che segnerà la fine del periodo di rodaggio sarà proprio una più stringente richiesta di dati misurati. ENEA sta coordinando un tavolo di lavoro che si pone l’obiettivo di definire le modalità ed i criteri minimi che le aziende dovranno adottare nella costruzione dei sistemi di monitoraggio da cui attingere per le analisi della prossima DEO. Alcune proposte vanno nella direzione di introdurre un consumo minimo da monitorare in continuo (per esempio il 40% del totale) lasciando alle aziende la scelta di dove installare i misuratori; altre proposte si rifanno alla struttura energetica a livelli (A-B-C-D), richiedendo un sistema che permetta di avere, anche per differenza, i consumi aggregati delle 3 macro aree del livello C (consumi di processo, servizi ausiliari e servizi generali).
Entrambe le proposte sono molto ambiziose e segnano un punto di svolta nell’energy management. È l’affermazione del principio secondo cui per migliorare devo conoscere e per conoscere devo misurare ed analizzare (adeguatamente) quello che ho misurato. Le attività di misurazione, analisi e gestione dei dati energetici aziendali abilitano un percorso di miglioramento continuo in cui le risorse liberate dagli interventi di energy saving vengono reinvestite in ricerca e sviluppo.
Procedendo in questa direzione, grazie all’applicazione di standard riconosciuti a livello internazionale, la razionalizzazione dell’uso dell’energia potrà ampiamente ripagare lo sforzo di adeguamento.
[:it][column width=”1/1″ last=”true” title=”” title_type=”single” animation=”none” implicit=”true”]
[/column]
[column width=”1/1″ last=”true” title=”” title_type=”single” animation=”none” implicit=”true”]
IERI
Sono passati più di 4 mesi dalla scadenza del 5 dicembre 2015, eppure il capitolo diagnosi energetiche sembra tutt’altro che chiuso: ENEA ha ricevuto 14.000 diagnosi inviate da circa 7.100 partite IVA. Sebbene per la verifica di conformità sarebbe più prudente aspettare i controlli dell’autorità competente, questo numero rivela che la quasi totalità degli energivori ha consegnato la diagnosi energetica entro i termini previsti. Al contrario nell’universo delle grandi imprese, collegate ed associate, qualcuno manca all’appello (il numero atteso dagli addetti del settore era di circa 30.000 diagnosi). La stessa ENEA, in una recente intervista rilasciata a Certiquality da Nino Di Franco, consiglia alle aziende inadempienti di procedere immediatamente con le analisi richieste dal Decreto Legislativo 102/2014 e con l’invio del rapporto di diagnosi, comprensivo di documento che giustifichi i motivi del ritardo. Analoghe considerazioni sono valide per le aziende che si fossero accorte di non aver rispettato a pieno i requisiti dell’Allegato 2 del sopracitato decreto, e che quindi dovrebbero procedere con integrazioni alla diagnosi energetica già consegnata (che rimarrà comunque unico documento ufficialmente passibile di verifica da parte dell’autorità competente).
DOMANI
Lasciata alle spalle la scadenza di dicembre, il mercato dell’efficienza energetica ha di fronte nuove tappe:
- Da luglio in poi le diagnosi energetiche obbligatorie potranno essere eseguite solamente da soggetti certificati: Esperti di Gestione dell’Energia (UNI 11339), Energy Service Company (UNI 11352) ed auditor energetici (UNI 16247-5). Il gruppo dei soggetti preposti è stato completato l’8 marzo con l’uscita della versione italiana della quinta parte della norma europea 16247 (“Competenze dell’auditor energetico”).
- Sempre a partire da luglio, potranno presentare nuove richieste di Certificati Bianchi al GSE solo gli energy manager certificati UNI 11339. In altre parole, ai fini dell’ottenimento dei titoli di efficienza energetica, le aziende senza un Esperto di Gestione dell’Energia certificato avranno due scelte: affidarsi ad una ESCo certificata, oppure certificarsi ISO 50001 ed accedere direttamente al sistema.
- Sono attese le nuove Linee Guida del GSE per l’ottenimento dei Certificati Bianchi, all’interno delle quali dovrebbero essere chiarite molte questioni:
- La revisione del calcolo del fattore tau (al fine di eliminare il rischio di riconoscere incentivi per risparmi che potrebbero non essere realizzati),
- La standardizzazione di alcune proposte di progetti e di programmi di misura (PPPMS),
- L’apertura di una sessione di assolvimento annuale aggiuntiva,
- L’estensione temporale delle verifiche (anche senza preavviso) su tutta la vita tecnica.
- Sono attesi anche i bandi regionali per la realizzazione di diagnosi energetiche e di sistemi di gestione dell’energia ISO 50001 nelle PMI. Il decreto MISE del 12 maggio 2015 ha approvato l’avviso pubblico che prevedeva la presentazione da parte delle Regioni interessate di un programma regionale entro il 30 giugno 2015. I programmi sono stati a loro volta approvati dal MISE con il Decreto 21 Dicembre 2015.
IL FUTURO INIZIA OGGI
L’efficienza energetica si sta affermando come vero motore per la ripresa economica, nonché strumento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi definiti dalla Conferenza sul Clima di Parigi. C’è una crescente consapevolezza da parte di imprenditori ed energy manager dell’importanza di ottimizzare il più possibile i propri consumi energetici. In tale contesto, la norma ISO 50001 rappresenta la naturale evoluzione delle capacità aziendali di utilizzare l’energia in modo efficiente, sia sotto il profilo tecnico, che sotto quello economico e gestionale.
Numerosi sono i benefici connessi con l’implementazione di un Sistema di Gestione dell’Energia ISO 50001:
- Definizione di una politica energetica aziendale
- Miglioramento continuo della gestione energetica con riduzione dei costi
- Maggiore trasparenza e controllo delle performance aziendali
- Rafforzamento dell’immagine dell’azienda
- Supporto all’energy management nell’ottenimento di Titoli di Efficienza Energetica
- Diffusione di una cultura dell’efficienza in azienda
Le aziende italiane sono da sempre soggette a costi dell’energia più elevati rispetto ai competitor internazionali, uno svantaggio che oggi rappresenta un fattore critico per competere nei mercati mondiali. La ISO 50001 insegna un metodo per rendere davvero premiante lo sforzo fatto negli scorsi mesi dalle aziende e non trasformarlo in una mera perdita di tempo. È un tassello importante che consente all’impresa di migliorare le proprie performance e accrescere la propria competitività in un’economia sempre più globalizzata.

Picture: unit “Fortuna” of the CHP plant located in Lausward, Düsseldorf harbor. The key component of the plant is the efficient SGT5-8000H gas turbine from Siemens.
[/column]
[column width=”1/1″ last=”true” title=”” title_type=”single” animation=”none” implicit=”true”]
[/column][:en]
[/column]
[column width=”1/1″ last=”true” title=”” title_type=”single” animation=”none” implicit=”true”]
[/column]
[/column]
[:fr]
[/column]
[column width=”1/1″ last=”true” title=”” title_type=”single” animation=”none” implicit=”true”]
[/column]
[/column]
[:]

