Dopo anni di grida al fallimento del sistema, come è riuscito l’ETS a sfuggire da quel pantano dei 6 €/ton in cui era intrappolato dal 2012 e triplicare in valore nel giro di pochi mesi?
Merito della nuova riforma dell’ETS entrata in vigore lo scorso marzo? Merito di un aumento dei prezzi delle commodities energetiche? Sono realmente finite le quote di CO2 in surplus? Cosa sta accadendo?
Nella nota* disponibile sul nostro sito proviamo a fare ordine e capire quali fattori stanno guidando il prezzo delle quote.
Buona lettura
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*La nota è parte del nostro servizio trimestrale di analisi dell’ETS. Per saperne di più scrivici a ets@nomismaenergia.it
oppure partecipa al nostro workshop “La nuova direttiva ETS 2018/410, Come cambierà l’Emission Trading System nel periodo 2021-2030”
https://nomismaenergia.it/Events/la-nuova-direttiva-ets-2018-410-evento2/
Il sistema di scambio di permessi d’emissione dell’UE (EU ETS) è importante per il suo ruolo di “pietra angolare” della politica europea in materia di cambiamenti climatici, nonché di un “modello di riferimento” per i mercati del carbonio a livello mondiali. NE, insieme a ICTSD, I4CE, Ecoact e il Wegener Center dell’università di Graz, hanno avviato una collaborazione volta ad effettuare una revisione annua indipendente del sistema. L’analisi, giunta alla sua terza edizione, fornisce un quadro dettagliato del funzionamento del sistema, del grado di raggiungimento degli obiettivi e degli eventuali problemi. Lo Stato dell’ETS dell’UE intende essere un contributo indipendente al dibattito politico, necessario per garantire che il sistema ETS dell’UE sia “idoneo allo scopo”. Il report è disponibile sul sito di NE.
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